?

Log in

Conversation

- This is yet another sign that we should not on holiday. I really don't feel like getting on a plane right now.
- But you're suicidal!
- Of course I am, but I would like to choose how and when to die by myself

Me ne ero dimenticata....


....come ho potuto?



some more prospect


some more prospect
Originally uploaded by Mavi Beck
Inworld Pic

Second Life

I'm not here anymore.
I don't read, I don't post. I am on Second Life all the time, my name there is Mavi Beck, I am owner and manager of Korova Milk Bar, a club that partly reproduces the bar in the movie Clockwork Orange, where the droogs used to hang out and drink their Molokos.
 
Well this post may explain my absenteeism here on Livejournal or not, as I know many people don't understand this SL phenomena.
I will go deeper into this thing, but if you read me, and you're on SL as well, just drop me an IM, I'll be happy to meet you there. :)

*sigh*

STARBUCKS NON APPRODA NEL NOSTRO PAESE

In Italia niente «frappuccino»

«Gli italiani sono fissati sulla caffeina» scrive Il Financial Times e amano i loro ’baristi’

ROMA - Niente approdo in Italia per la maxi catena di caffetterie Starbucks, costretta a «inchinarsi ai baristi italiani»: lo scrive il quotidiano economico Financial Times. La penetrazione commerciale dello spacciatore di ’frappuccini’ e ’lattes’ è arrivata in Giordania, Russia, Egitto, in totale 43 paesi al mondo. L’Italia manca all’appello. Perché gli italiani sono fissati sulla caffeina, scrive Adrian Michaels, e amano i loro ’baristi’.

Ma il punto secondo Michaels non è che i bar italiani offrono un prodotto migliore o più vario (entrambi affermazioni discutibili di fronte alla gamma dei prodotti Starbucks, e sui gusti non si discute). Il punto è che la catena in Italia incontrerebbe una concorrenza serratissima (quale non esiste in nessuna altra parte del mondo) senza poter offrire prezzi competitivi. «Un espresso in Italia costa di solito meno di 1 euro, un doppio espresso da Starbucks a Parigi costa 2 euro e il singolo non esiste» nota l’articolista.

Gli italiani poi sono abituati ad avere la loro tazzina in pochi secondi: gli operatori Starbucks dovrebbero muoversi più in fretta. E poi muoversi in Italia per le multinazionali «è storicamente difficile». Sia come sia, l’idea di Starbucks sarebbe nata proprio da un viaggio in Italia secondo Howard Schultz, «l’uomo più connesso al successo» della catena. E la compagnia sostiene: «Se non siamo in Italia è per una questione di umiltà e rispetto. Non perché l’Italia non sia una priorità strategica». Insomma, per avere un «frappuccino», bisognerà continuare ad andare oltre confine.

Fonte: Corriere della Sera

 


 


Dec. 9th, 2007

"SHUT UP! Nobody cares what you think. Really. In fact, all of you should just kill yourselves." T.R.